Congregazione Suore Infermiere dell'Addolorata

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Villa Beretta - Riabilitazione

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Riabilitazione

Possibilità e limiti della riabilitazione medica

La riabilitazione medica si occupa delle disabilità derivanti da patologie congenite o acquisite a carico di diversi organi o apparati.

Scopi della riabilitazione medica sono:

  • definizione del danno funzionale con preciso riconoscimento del substrato patologico;
  • programmazione di un trattamento inteso a recuperare la funzione ripristinando l’efficacia delle strutture compromesse (mobilità articolare, forza muscolare, controllo nervoso) ovvero cercando comportamenti compensatori (apprendimento motorio) ovvero con soluzioni alternative ed impiegando protesi (protesi di arto, ventilatore meccanico…), ortesi ( corsetto, tutore di ginocchio, di caviglia….), ausili (bastone, deambulatore, carrozzina…);
  • reinserimento del paziente nel contesto di provenienza  (familiare,  sociale,  scolastico,  lavorativo)  adeguando quest’ultimo (riduzione delle barriere architettoniche e psicologiche) alle limitazioni funzionali residue e non risolvibili del paziente stesso.

In alcune situazioni di progressivo ed ineluttabile deterioramento funzionale (patologie evolutive) gli scopi della medicina riabilitativa mirano al contenimento della disabilità, alla prevenzione di complicanze non necessarie (retrazioni, piaghe, dolore), all’adeguamento del contesto familiare e sociale, al mantenimento del livello di qualità di vita.
I mezzi della riabilitazione medica sono di tipo educativo (esercizio programmato, guidato e controllato) strumentale (cure fisiche) e farmacologico.
L’utilità del riconoscimento dei limiti della riabilitazione medica è legata alla necessità di evitare sprechi di risorse. In effetti, il soggetto disabile necessita di assistenza ed aiuto e può necessitare - in funzione delle sue possibilità di recupero – di trattamento riabilitativo. E’ di estrema importanza, non solo per motivi economici ma anche per evitare la delusione di aspettative infondate, tenere ben definite e separate le necessità assistenziali dalle indicazioni riabilitative in quanto né una buona assistenza può essere alternativa ad un trattamento riabilitativo né l’attuazione di cure riabilitative può supplire a carenze assistenziali.
Per ridurre al minimo le possibilità di errore è indispensabile che ogni programma riabilitativo sia fondato su una precisa diagnostica che definisca i problemi e indirizzi la scelta delle strategie di trattamento e bisogna prevedere periodiche verifiche per validare i risultati ottenuti, adattare il programma a nuovi obiettivi o modificarlo o sospenderlo in rapporto con quanto ottenuto e con gli eventuali fallimenti.

La riabilitazione respiratoria

La riabilitazione del grave cranioleso
Le gravi lesioni cerebrali sono spesso conseguenti a traumi cranici (da incidente stradale, da caduta, da attività sportiva): i problemi da affrontare sono assai complessi ed impegnativi sia per pazienti e loro familiari che per l’organizzazione sanitaria dove occorrono competenze di alta specificità sia per gli aspetti diagnostici che per quelli terapeutici e riabilitativi.
L’ambiente ospedaliero deve essere amichevole, offrire supporto e rispondere correttamente ai bisogni del paziente mentre nel contempo la famiglia può ricevere l’aiuto psicologico, la guida e l’addestramento occorrenti per assistere ed aiutare il recupero del paziente.
Il processo riabilitativo che segue una grave lesione cerebrale è spesso molto lungo e si estende oltre i tempi dell’ospedalizzazione. Per questo bisogna impegnarsi ad aiutare i pazienti a tornare a casa o in una comunità assistenziale nel modo più sicuro e con la massima efficienza funzionale possibile. Lo staff riabilitativo aiuta i pazienti ed i membri della famiglia a sviluppare strategie di compenso per i deficit della memoria, dell’attenzione e delle capacità motorie e per questo vengono proposti esercizi e vengono date istruzioni nei seguenti ambiti:

  • cura personale e soluzioni adattate per le attività di igiene e pulizia, di vestizione nutrizione
  • capacità comunicative
  • utilizzo corretto e sicuro di ausili
  • necessità psicosociali per far fronte alla disabilità
  • informazioni sui diritti
  • capacità di trasferimento
  • educazione sull’uso di farmaci e sull’impiego di altri trattamenti domiciliari (cateterismi, nutrizione per sondino, modalità di ventilazione, prevenzione di piaghe….)

Il coinvolgimento dei familiari: per il paziente cerebroleso, una famiglia che partecipi al programma riabilitativo è di importanza vitale per il processo di recupero. La presenza dei familiari – in termini di comprensione, sostegno, partecipazione attiva – determina la differenza tra il sopravvivere alla patologia e l’adattarsi ad essa in modo positivo. Inoltre, i familiari traggono a loro volta sostegno e vantaggio dall’esperienza del personale dei riabilitazione: poiché le loro vite subiscono un cambiamento drammatico ed i livelli di stress sono elevati, i consigli ed i suggerimenti che vengono da persone esperte e disponibili aiutano ad affrontare ed a sostenere queste nuove situazioni. Si tratta di un lavoro comune, tra familiari e personale tecnico, per facilitare un lungo viaggio che ha inizio quando si verifica la lesione cerebrale e prosegue lungamente anche dopo il rientro a casa del paziente.
Il programma riabilitativo non può prescindere dall’attività di laboratori diagnostici altamente specializzati con tecnologie sofisticate per definire le problematiche da affrontare e per verificare l’efficacia dei trattamenti attuati.
Il laboratorio neuropsicologico documenta in modo qualitativo e quantitativo le conseguenze della lesione cerebrale sul piano della memoria, dell’attenzione, della motivazione, del comportamento e delle capacità comunicative. Su questa base vengono stilati e periodicamente verificati programmi mirati di trattamento specifico.
Il laboratorio di analisi del cammino e del movimento aiuta a definire i problemi motori (di solito nella realizzazione del cammino) che possono conseguire alla lesione cerebrale.
Il laboratorio di neurofisiologia permette di analizzare il sistema nervoso centrale e periferico e di riconoscere le vie funzionanti da quelle lese: in tal modo possono essere meglio definiti i danni neurologici, possono essere localizzate lesioni nervose periferiche e si possono evidenziare residue possibilità di trattamento riabilitativo.
Il laboratorio di meccanica e fisiopatologia respiratoria studia e definisce i problemi respiratori causati dalla lesione cerebrale ed offre dati fondamentali per guidare al loro trattamento.
L’analisi della deglutizione (clinica e strumentale) permette di evidenziare questo tipo di problemi e rappresenta la base di partenza per la loro soluzione mediante modalità alternative di alimentazione o ricorrendo a comportamenti precauzionali e ad esercizi rieducativi.

La riabilitazione del mieloleso

Le attività di ricerca
Gli obiettivi di ricerca in medicina riabilitativa pur essendo assai diversi e numerosi possono essere ricondotti a:

sviluppo di temi diretti a meglio conoscere gli aspetti funzionali dell’organismo;
stimolo a migliorare qualità ed economicità delle modalità di assistenza e cura dei pazienti;
incremento qualitativo delle cure con l’integrazione dei risultati della ricerca con le attività cliniche e con il coinvolgimento dello staff clinico nelle attività di ricerca;
definizione di programmi educativi e formativi in grado di sviluppare la filosofia e le metodiche di una valida ricerca in riabilitazione.

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