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accoglienza per ammalati e convalescenti,
prestando assistenza a domicilio a coloro che "non potevano essere accolti nel nosocomio
della città". Ci si reca così nei quartieri più disagiati di
Como per portare aiuto agli ammalati nelle loro abitazioni, affrontando
coraggiosamente ogni difficoltà. Madre Giovannina Franchi, che indossa
per prima tra le consorelle l'abito religioso, affida alla protezione
della Vergine Addolorata la Pia Unione delle Sorelle Infermiere che si
applicano alla cura fisica e morale degli infermi: è con questo spirito
che vengono accolti e assistiti malati, poveri, anziani, persone sole e senza tetto. Durante i periodi in cui la
città di Como è colpita dal colera e
dal vaiolo nero, che compiono strage tra la popolazione, le suore sono esempio di
vivo amore ed esemplare pietà evangelica. Per Madre Giovannina la Casa delle Sorelle Infermiere deve
essere una famiglia serena e accogliente,
piena di comprensione e
affetto, "una copia della casa di Marta e di Maddalena sorelle di
Lazzaro". Ancora, è Madre Giovannina a sostenere che la carità del
prossimo debba essere "un amore universale, che tutti abbraccia
nel Signore e non esclude nessuno".Dopo aver dedicato interamente la sua vita all'aiuto generoso dei
bisognosi, colpita dal vaiolo per contagio nella cura degli infermi,
Giovannina Franchi si spegne il 23 febbraio del 1872.
Nell'annuncio delle consorelle per la sua morte si legge: "Oggi
giorno 23 febbraio cadde un seme ch'era il sostegno di tutte noi e di
tutti i poveri della Città". |